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15-05-2020

Superbonus

Superbonus del 110% per cappotti termici, caldaie, sismabonus e fotovoltaico

La detrazione del 110% riguarderà anche le opere minori, purché abbinate agli interventi di efficientamento energetico

di Cristiano Dell'Oste e Giuseppe Latour

(ah_fotobox - stock.adobe.com)
(ah_fotobox - stock.adobe.com)

4' di lettura

Tre interventi trainanti. Impatti su ecobonus e sismabonus. Estensione a impianti fotovoltaici e impianti di ricarica dei veicoli. E sconti limitati alla sola abitazione principale. Sono alcune caratteristiche del maxi bonus per la casa che il Governo si prepara a varare con il decreto rilancio. Dopo le tante indiscrezioni dei giorni precedenti, questo è ciò che emerge dal testo entrato mercoledì in Consiglio dei ministri.

Il nuovo bonus vale il 110% e si applica alle spese sostenute dai contribuenti dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La detrazione potrà essere spalmata in cinque quote annuali di pari importo.

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Interventi di riqualificazione energetica
Gli interventi che attivano lo sconto sono tre:

● isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio - sia unifamiliare sia condominiale, pare di capire - con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio (il cappotto termico, con spese non superiori a 60mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);

● interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di
climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il
raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza
almeno pari alla classe A, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o alla microcogenerazione (ammontare delle spese non superiore a 30mila euro moltiplicato per il
numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, incluse le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito);

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● interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di
climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento
o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi
o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o alla microcogenerazione (ammontare delle spese non superiore a 30mila euro, compreso lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito).

Ecobonus collegato ai lavori maggiori
Queste percentuali così favorevoli si applicano a tutti gli interventi oggi incentivati con l’ecobonus «a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi» elencati prima. Vengono, cioé, agganciati dagli interventi trainanti ad alta efficienza energetica. Ad esempio, il cambio delle finestre nel contesto di un cappotto termico con i requisiti indicati in precedenza, sarà detraibile al 110% entro i limiti di spesa propri degli infissi (qui servirà un chiarimento, perché la legge sull’ecobonus indica una detrazione massima di 60mila euro, non una spesa massima; pare scontato, comunque, che l’intervento avrà un plafond distinto).

Per poter accedere al 110%, gli interventi devono assicurare, oltre al rispetto dei requisiti tecnici minimi indicati dalla legge, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Nel caso in cui non sia possibile, sarà sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, «da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape), rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata».

Sismabonus e polizza contro i rischi
Quanto al sismabonus, l’incentivo viene portato al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. In caso di cessione del credito a un’impresa di assicurazione con la stipula di una polizza contro il rischio di eventi calamitosi, spetterà una detrazione sulla polizza nella misura del 90 per cento. Da queste disposizioni sono esclusi gli edifici in zona sismica 4 (già oggi esclusi dal sismabonus).

Impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica
Anche per l’installazione di impianti solari fotovoltaici spetterà una detrazione del 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Il tetto delle spese, in questo caso, è di 48mila euro, con un vincolo di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale
dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di
pari importo.

Anche in questo caso è previsto che l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi “trainanti” o degli interventi relativi al sismabonus. Questa detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici. Il pacchetto di sconti fiscali non è cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione di qualsiasi natura. Sconto al 110% anche per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, purché agganciata agli interventi trainanti.

Beneficiari e immobili
Tutte le agevolazioni viste fin qui si applicano agli interventi effettuati dai condomini e sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, dalle persone fisiche che non esercitino attività professionale o di impresa.

Sconto e cessione in fattura
Tutti i bonus presentati finora posssono essere ceduti ad altri soggetti o trasformati in sconto in fattura. Per poter optare per la cessione o lo sconto, il contribuente deve chiedere il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi. L’opzione andrà comunicata in via telematica alle Entrate (servirà un provvedimento del direttore per regolarla). I tecnici abilitati e i professionisti incaricati della progettazione strutturale dovranno rilasciare una asseverazione/attestazione e in caso di dichiarazioni non veritiere, oltre al penale, risponderanno di una specifica sanzione ancora da quantificare. Dovranno inoltre avere una polizza che garantisca l’Erario da eventuali danni.

Lo sconto in fattura sarà pari alla detrazione e anticipato dal fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta con facoltà di successiva cessione.

La cessione del credito d’imposta potrà avvenire anche con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

In caso di eventuali violazioni - in presenza di concorso nella violazione - il fornitore che ha applicato lo sconto e chi ha acquisito il credito, saranno responsabili in solido.

20-12-2019

Detrazioni 2020

Finanziaria 2020, le detrazioni per la casa

Un maxiemendamento ha cambiato le regole del gioco

Detrazioni per la casa nella finanziaria 2020 / Gtres
Detrazioni per la casa nella finanziaria 2020 / Gtres

Il maxiemendamento alla legge di bilancio ha introdotto importanti novità per i bonus sulla casa. Vediamo quali sono le modifiche più significative alle detrazioni per la casa nella finanziaria 2020.

  • Bonus facciate 2020

Sicuramente la più importante novità riguarda il bonus facciate 2020. Si tratta di una detrazione del 90% per gli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna degli edifici, ma solo nel caso in cui si siano ubicati in zona A (centri storici) e zona B (totalmente o parzialmente edificate).

  • Ecobonus 2020

Arriva la proroga dell'ecobonus fino al 31 dicembre 2020.  Le percentuali di detrabilità cambieranno a seconda della tipologia di lavori effettuati (dal 50 al 65% per gli interventi sui singoli edifici), mentre per i condomini si arriverà fino all'80%. Per quanto riguarda lo sconto in fattura per il 2020, dopo una prima versione che lo abrogava completamente, adesso viene ammesso solo per i lavori in condominio sopra i 200mila euro.

  • Bonus ristrutturazione per il 2020

Il bonus ristrutturazioni viene prorogato anch'esso fino al 31 dicembre del 2020. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, mentre la manutenzione ordinaria è ammessa solo per i lavori condominiali.

  • Bonus mobili anche nel 2020

Anche nel 2020 tornerà il bonus mobili. Si tratta della proroga della detrazione del 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A + (A per i forni) effettuate il prossimo anno. Gli acquisti devono essere finalizzati ad arredare un immobile oggetto di lavori di ristrutturazione.

20-12-2019

Minicase su quattro ruote

Accoglienti minicase su quattro ruote che puoi comprare per meno di 60mila euro

Accoglienti minicase su quattro ruote

 

La trasformazione di camion e furgoni in minicase su quattro ruote è all'ordine del giorno negli Stati Uniti, soprattutto negli stati dell'Est come California, Colorato o Washington. Nonostante i prezzi normalmente superino i 100mila dollari (89.500 euro), l'impresa Off Grid Adventure Vans ha messo sul mercato due diversi modelli: uno il cui prezzo si aggira intorno ai 65mila dollari (58mila euro) e un altro ancora più accessibile, ovvero 33mila dollari, circa 29.500 euro.

Il modello più economico, con una lunghezza di 4 metri. dispone di un letto per due persone, armadi per immagazzinare la roba, e persino una cucina, una stufa e un frigo. Se si dispone di un budget un pò più elevato si può disporre anche di energia solare e batterie di litio, o persino avere una doccia all'aperto, una toilette compostabile o maggiore isolamento termico.

 

 

20-12-2019

Consegna chiavi primo del rogito

Consegna delle chiavi prima del rogito, quali accorgimenti bisogna seguire?

Consegna delle chiavi prima del rogito / Gtres

La consegna delle chiavi di una casa prima del rogito è un'azione che spaventa molti venditori. Per evitare rischi basta seguire alcuni accorgimenti, come suggerito dai nostri collaboratori di condominioweb.

Articolo scritto dall'avv Alessandro Gallucci

Il passaggio di proprietà dell'immobile avviene solo con la stipula del contratto di compravendita, indipentamente dal fatto che le chiavi vengano o meno consegnate prima. Fino a tale momento  la proprietà dell'immobile resta in capo a chi lo vende.

Quali effetti può sortire la consegna delle chiavi? In termini giuridici, poiché la proprietà è ancora del promissario venditore, il promissario acquirente dev'essere considerato un detentore, alla stregua di un inquilino o di un comodatario.

Contratto per la consegna delle chiavi 

In ogni caso è meglio stipulare un contratto al momento della consegna delle chiave. In particolare è possibile:

  • stipulare un contratto di locazione prevedendo il pagamento di un canone locatizio;
  • stipulare un contratto di comodato , specificando che a far data dal giorno della consegna delle chiavi, si considereranno trasferite in capo al promissario acquirente anche le responsabilità connesse alla detenzione dell'appartamento.

È utile specificare nel contratto la ragione dell'immissione anticipata nella detenzione: se, ad esempio, le chiavi sono consegnate prima per consentire la progettazione ed esecuzione di lavori, allora è bene che ciò sia chiarito nel contratto. La specificazione è utile in quanto aiuta a inquadrare la situazione anche in ragione di eventuali danni.

È bene prevedere che se nel frattempo la compravendita dovesse "saltare" per qualunque motivo, ferme restando le eventuali azioni di responsabilità, il promissario acquirente debba riconsegnare le chiavi dell'appartamento. È chiaro che questo genere di condizione si attagli meglio ad un contratto di comodato piuttosto che ad uno di locazione, a meno che non lo si preveda come condizione risolutiva. In ogni caso va prevista la risoluzione ipso iure al momento della conclusione del contratto di compravendita.

Qual è la sorte delle eventuali migliorie nel frattempo apportate se il contratto di compravendita non dovesse essere concluso? Si applicano le norme della locazione , se alla consegna delle chiavi è stato previsto un affitto, o quelle del comodato, se l'accordo può essere inquadrato in questo contesto.

Cosa succede se salta la vendita?

Il tutto si innesta sulle responsabilità connesse alla mancata stipula del contratto di compravendita. Rispetto a tale evenienza è utile ricordare che se è il promissario acquirente a tirarsi indietro, allora il promissario venditore, salvo diversa pattuizione, può ritenere la caparra. Se a far saltare l'affare è il promissario venditore, allora il promissario acquirente potrà chiedere indietro il doppio della caparra versata (art. 1385 c.c.).

20-12-2019

Spese notarili acquisto prima casa

Compravendite immobiliari: il ruolo del notaio, le spese per l'atto di compravendita e di mutuo, le imposte da pagare

1 - Il ruolo del Notaio nelle compravendite di immobili

Negli atti di compravendita di immobili, il compito del notaio è quello di verificare anzitutto che il diritto di proprietà dell'immobile - che con la compravendita si trasferisce al nuovo acquirente - sia di completa titolarità del venditore. Il Notaio accerta quindi la libertà dell'immobile dato in garanzia da ipoteche o altri vincoli (pignoramentiservitù, ecc.), che possono essere un ostacolo alla vendita e all'iscrizione ipotecaria della banca.

Stima l'ammontare delle imposte
sull'acquisto della tua casa

Per questo il Notaio deve eseguire le cosiddette verifiche preliminari, ricerche (visure ipotecarie) presso l'ufficio dei registri immobiliari e verifiche che l'immobile sia regolarmente accatastato e non siano stati commessi abusi edilizi.

La verifica immobiliare riguarda gli ultimi 20 anni della storia giuridica dell'immobile: il termine dei 20 anni non è casuale in quanto il codice civile stabilisce che dopo 20 anni matura l'usucapione. Svolte le verifiche preliminari, il Notaio redige l'atto di compravendita e procede alla fissazione della stipula. In sede di stipula, il notaio deve fornire ogni chiarimento e spiegazione richiesta dalle parti, agendo con imparzialità. È importante ricordare che il notaio che non adempie alle verifiche su persone e immobili e che soprassiede all'esistenza di vincoli ostativi alla compravendita risponde personalmente dei propri atti.

 2 - I costi notarili per l'atto di compravendita e l'atto di mutuo

Quando si acquista casa e si richiede un mutuo si dovrà ricorrere ai servizi prestati da uno studio notarile e si incorrerà in alcuni costi notarili, ossia gli onorari per i due atti, l'atto di compravendita e l'atto di mutuo.

Gli onorari notarili per le compravendite e i mutui sono direttamente proporzionali rispettivamente al prezzo dell'immobile indicato in atto e all'ipoteca che verrà iscritta a garanzia del mutuo, normalmente pari al doppio dell'importo di mutuo richiesto. Maggiori sono il prezzo dell'immobile e l'importo del mutuo, più elevate saranno le tariffe notarili.

Gli onorari notarili della compravendita in alcuni casi possono essere ridotti del 30% qualora sia possibile applicare la Disciplina del Prezzo-Valore.

3 - Il calcolo delle imposte per l'atto di compravendita

Agli onorari notarili vanno aggiunte le imposte dovute allo Stato, che variano significativamente se si acquista da un privato o da un'impresa costruttrice (in quest'ultimo caso si tratta di un atto soggetto ad IVA), se si acquista come prima casa o seconda e, infine, se si acquista un immobile a uso abitazione o un immobile a uso commerciale.

L'acquirente può chiedere al notaio che la base imponibile, funzionale alla determinazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, sia costituita dal valore catastale dell'immobile, a prescindere dal prezzo dichiarato dalle parti nell'atto di compravendita. In questo caso, l'atto di compravendita deve riportare anche il valore catastale dell'immobile. Nel caso in cui la compravendita sia tassata sulla base del valore catastale, la legge stabilisce, inoltre, che le tariffe notarili debbano essere ridotte del 30%.

Nei casi più frequenti quali l'acquisto di prima o seconda casa da privato, il conteggio delle imposte è piuttosto semplice.

Occorre infatti calcolare il valore catastale dell'immobile, moltiplicando la rendita catastale x 115,5 se trattasi di prima casa o x 126 se trattasi di seconda casa.

Determinato il valore catastale, le imposte risultano essere pari a:

  • per la prima casa: valore catastale x 2% (imposta di registro) + 50 Euro (imposta fissa ipotecaria) + 50 Euro (imposta fissa catastale);
  • per la seconda casa: valore catastale x 9% (imposta di registro) + 50% (imposta fissa ipotecaria) + 50% (imposta fissa catastale).


Ad esempio, nel caso di un immobile adibito a prima casa con rendita catastale di 400 Euro, le imposte saranno pari a:

(400 x 115,5 = 46.200) x 2% + 50 + 50 = 1.024 Euro

Nel caso di acquisto di immobile ad uso abitativo non prima casa, l'imposta da pagare è la somma dell'imposta di registro al 9%, dell'imposta ipotecaria e dell'imposta catastale pari a 50 euro ciascuna.

Nel caso di acquisto da impresa costruttrice, le imposte dovute saranno invece le seguenti: se l'immobile è prima casa, IVA del 4%, imposta di registro fissa di 200 Euro, imposta ipotecaria fissa di 200 Euro, imposta catastale fissa di 200 Euro; se l'immobile ad uso abitativo è non prima casa, IVA del 10% (22% se l'immobile è di lusso), imposta di registro fissa di 200 Euro, imposta ipotecaria fissa di 200 Euro e imposta catastale fissa di 200 Euro.

Utilizzando il nostro calcolatore Spese da sostenere per l'acquisto casa con mutuo potrai ottenere una stima di tutti i costi relativi all'acquisto dell'immobile tramite un mutuo, inclusi spese per imposte e onorari notarili per l'atto di compravendita dell'immobile e l'atto di mutuo.

20-12-2019

Incentivi bioedilizia 2020

Incentivi bioedilizia 2020: come rendere una casa più ecologica

Dagli ecobonus ai mutui green

Come rendere una casa ecologica

 

Indice dei contenuti

Un'abitazione ecosostenibile o green è un immobile che ha bassi consumi energetici e limitati costi di gestione e manutenzione. Sul mercato ci sono numerose nuove costruzioni in classe A o B a prezzi accessibili, ma anche chi possiede già un'abitazione può intervenire per rendere la casa più ecologica sfruttando i vari incentivi per la bioedilizia disponibili nel 2019 e in gran parte prorogati per il 2020Vediamo quali sono.

  • Ecobonus per il risparmio energetico

L'agevolazione più conosciuta è sicuramente l'ecobonus per la riqualificazione energetica del proprio immobile. Si tratta di una detrazione Irpef con aliquote variabili che vanno dal 50% al 65% (fino al 75% se si tratta di lavori condominiali) per gli interventi volti a migliorare l'efficienza energetica della propria abitazione. La legge di bilancio 2020, attualmente in discussione in Parlamento ha prorogato l'ecobonus anche per l'anno prossimo.

  • Bonus ristrutturazioni per la riqualificazione edilizia

Il bonus ristrutturazioni è una detrazione fiscale del 50% che si ottiene per i lavori di: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia eseguiti su singole unità immobiliari e parti comuni di edifici condominiali. Anche in questo caso, la legge di bilancio 2020 ha previsto una proroga per il prossimo anno.

  • Bonus mobili legato ai lavori di ristrutturazione

Il bonus mobili è una detrazione del 50% per l'acquisto di mobili e nuovi elettromestici in classe A+ (A per i forni). I lavori per una spesa massima di 10mila euro spettano unicamente per le spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici in immobili dove siano stati eseguiti i lavori di: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, lavori necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi e restauro e di risanamento conservativo. Anche nel caso del bonus mobili è prevista una proroga per il 2020.

  • Il "bonus verde"

Introdotto negli ultimi anni, ma assente dalla legge di bilancio 2020, il bonus verde dovrebbe essere recuperato nel "decreto milleproroghe". Il bonus verde è una detrazione del 36% per gli interventi di: sistemazione del verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Si può usufruire del bonus verde per una spesa massima di 5mila euro per un'unità immobiliare che equivale a una detrazione massima di 1800 euro, sempre ripartita in 10 rate.

  • Mutui verdi per edifici efficienti e sicuri

"Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme" è un piano pilota europeo a cui hanno aderito varie banche italiane, tra cui Unicredit, volto a rendere più accessibili i cosiddetti "mutui green" ovvero finanziamenti a tassi agevolati per la costruzione o l'acquisto di una casa ecologica o l'efficientamento energetico di una casa già esistente.

  • Il nuovo "bonus facciate" 2020

Il bonus facciate è una detrazione del 90% per gli interventi finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna degli edifici, ma solo nel caso in cui siano ubicati in zona A (centri storici) e zona B (totalmente o parzialmente edificati).

  • Dal legno all'illuminazione a led

A volte semplici interventi, come la scelta di un'illuminazione a led per la casa, che consente di avere un notevole risparmio energetico in bolletta, o la scelta del legno come materiale per gli infissi può contribuire ad avere una casa più ecologica.

20-12-2019

Case prefabbricate in legno

Le ragioni del successo delle case prefabbricate in legno, l’Italia è il quarto mercato in Europa

L’ultimo rapporto di FederlegnoArredo su edifici case in legno evidenzia numeri in crescita. Per analizzarli, idealista/news ha intervistato Marco Vidonipresidente di Assolegno.

Si tratta del terzo report di settore e si riferisce agli anni 2016/2017 basandosi sull’elaborazione dei dati forniti da 239 aziende, ovvero i principali player del settore. Dallo studio emerge che le costruzioni in legno rappresentano il 7% delle nuove abitazioni costruite dall’edilizia nel 2017.

Il numero complessivo di edifici realizzati sul territorio nazionale è di 3.224, di cui il 90% destinato al residenziale, per una stima di valore complessivo del costruito pari a circa 700 milioni di euro. Le imprese che operano nella realizzazione di edifici in legno sono spesso diversificate anche in altri segmenti del mercato in legno (grandi costruzioni, ponti, coperture in legno eccetera) e complessivamente generano un mercato che si stima in 1,3 miliardi di euro.

Nel confronto con la produzione di edifici in legno degli altri Paesi europei, l’Italia si conferma al quarto posto come capacità produttiva e volumi di mercato gestiti, dopo GermaniaRegno Unito e Svezia, segnando una costante crescita dimensionale.

Per Marco Vidoni: “Il settore delle costruzioni in legno ha le potenzialità per divenire un riferimento qualitativo a livello comunitario, coniugando l’eccellenza progettuale a quella della realizzazione”. Il presidente di Assolegno ci ha fornito una lettura dettagliata dei dati contenuti nel rapporto:

Il mercato delle case prefabbricate in legno è in linea con le previsioni di crescita?

"In Italia il settore della bioedilizia ha mantenuto anche nel 2017 lo stesso peso percentuale di mercato del 2015, pur in assenza di eventi eccezionali come Expo Milano 2015, che aveva inciso in modo rilevante sulla produzione grazie alla realizzazione in legno di quasi la totalità dei padiglioni.

I segnali che attualmente arrivano dal mercato confermano l’aspettativa per il futuro ovvero quella di mantenere il trend di crescita costante del settore riscontrato negli ultimi anni oltre che in termini numerici anche e soprattutto in termini qualitativi sia dei prodotti che delle imprese". 

C'è bisogno di nuove politiche di sgravi fiscali per la bioedilizia o le misure attualmente previste sono sufficienti?

"Oggi i cittadini chiedono innovazione ed efficienza: bisogna costruire e, quando occorre, ricostruire meglio. Lo sviluppo urbano deve essere sostenibile, a livello ambientale e sociale. In Italia quasi l’80% del costruito ha più di 50-60 anni. È il tema del futuro. Se l’edilizia è in crisi, è evidente che i comparti che mostrano un segno positivo sono legati alla sostenibilità ambientale e all’edilizia verde.

Dagli edifici dipende un terzo dei consumi di energia e delle emissioni. Gli incentivi concessi finora sono stati rivolti soprattutto all’efficientamento energetico e sismico del patrimonio esistente e sono stati un volano importantissimo per gli investimenti. Nell’ambito dell’edilizia “tradizionale” ritengo quindi sia fondamentale stabilizzare o allargare queste misure per ridare impulso al settore e alle piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda gli edifici in legno sarebbero importantissimi incentivi specifici legati alla sostenibilità intrinseca del prodotto stesso e alla possibilità di attivare filiere corte di lavorazione della materia prima locale in grado di riattivare un percorso virtuoso di creazione di valore aggiunto sul territorio, soprattutto in aree montane depresse che hanno nella loro storia questa naturale vocazione".

Secondo lei perché la maggior concentrazione di imprese e immobili prefabbricati si trova in Lombardia, Trentino e Veneto?

"Dal punto di vista della distribuzione territoriale, la maggior concentrazione di imprese (il 24%) è nel Trentino Alto-Adige, seguito dalla Lombardia (22%) e dal Veneto (15%). In relazione alla distribuzione territoriale delle abitazioni in bioedilizia al primo posto c’è la Lombardia (con il 23% delle abitazioni), seguita da Veneto (19%), Trentino-Alto Adige (12%) ed Emilia-Romagna (11%).

Questa distribuzione deriva sicuramente sia dalla naturale disponibilità della materia prima legno in queste aree sia da una vocazione culturale storica rivolta all’utilizzo delle tecniche costruttive in legno; il fatto che queste ultime si stiano progressivamente diffondendo anche in territori tradizionalmente meno legati all’utilizzo del legno come materiale a uso strutturale è il frutto sia della mutata sensibilità del consumatore rispetto a queste tematiche sia della crescente volontà delle imprese di proporre questo tipo di costruzioni, con la conseguente necessità di migliorarsi e qualificarsi in questo settore".

Da qui al prossimo rapporto, che numeri si aspetta per il mercato delle case prefabbricate in legno?

"Mi aspetto numeri sicuramente in crescita con un trend graduale ma costante come abbiamo riscontrato in questi ultimi anni; ritengo che questo tipo di sviluppo dia lo spazio e il tempo per una costante crescita “culturale” sia delle imprese che dei consumatori in maniera da far comprendere appieno pregi (molti) e criticità (poche) delle costruzioni in legno.

Questa penso sia la strada corretta perché il nostro prodotto non si traduca in un fenomeno momentaneo o di moda ma possa consolidarsi nel futuro come una valida alternativa ai classici modelli di edilizi tradizionale".

 

 

 

 

20-12-2019

Mutui prima casa e Fondo di Garanzia

Mutui prima casa, Consap conferma il Fondo di Garanzia

L'operatività del Fondo durerà almeno per un semestre

Cosa è il Fondo di garanzia prima casa? Vediamo insieme come funziona e se verrà rinnovato anche nel 2020.

Cos'è il Fondo di Garanzia Prima Casa

Grazie al Fondo di garanzia prima casa, le famiglie che non possono permettersi di acquistare casa con un mutuo per mancanza di garanzie riescono ad avere accesso al credito. Il Fondo è infatti una iniziativa con la quale lo Stato garantisce il capitale preso in prestito al 50%, sopperendo alle mancanze degli aspiranti mutuatari che magari, per giovane età o per scarsa stabilità lavorativa, non potrebbero farlo altrimenti.

Il Fondo è gestito da Consap (la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) a partire dalla sua istituzione nel 2014, e dà, come si diceva, accesso ad un prestito per l’acquisto, ma anche alla ristrutturazione di casa e al suo efficientamento energetico anche a coloro che sono privi di determinate garanzie, segnatamente giovani, giovani coppie, lavoratori precari.

Il Fondo è sempre stato confermato dal Mef; nel 2019 il dubbio si era creato relativamente alla sua riattivazione data la scarsità di fondi. Se per quest’anno il Fondo è stato rifinanziato con 100 milioni di euro, anche nel 2020 (almeno per la sua prima parte) dovrebbe essere così. Secondo quanto riportato sul sito Consap infatti, “In considerazione del trend attuale delle domande di accesso al Fondo, … l’iniziativa proseguirà presumibilmente per tutto il primo semestre 2020, fino ad esaurimento delle disponibilità, salvo eventuali rifinanziamenti”.

Insomma non c’è un rifinanziamento, ma quanto attualmente a disposizione del Fondo servirà a tenerlo attivo per alcuni mesi ancora.

Come accedere al Fondo di Garanzia Prima Casa

Come fare, quindi, per ottenere l’accesso al Fondo di Graanzia prima casa? Innanzitutto occorre avere dei requisiti:

  • Non bisogna essere proprietari di altri immobili “prima casa” acquistati con le relative agevolazioni;
  • L’immobile acquistato deve essere adibito ad uso abitativo, ubicato in territorio italiano e non essere accatastato come edificio di lusso;
  • L’importo non deve eccedere i 250 mila euro.

Tassi di interesse del Fondo di Garanzia

Per il fondo di Garanzia Consap “è previsto un tasso calmierato del finanziamento”, tale per cui “il TEG (tasso effettivo globale) non deve essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM)”.

“In questo momento”, secondo quanto rilevato da Stefano Tempera di Cercamutuo.com, “chi ha la necessità di richiedere un finanziamento che copra l’intero prezzo dell’immobile e si rivolge al Fondo di Garanzia può ottenere un tasso poco sotto al 3% per un mutuo variabile e di poco superiore per un mutuo fisso”. Il tutto confrontato con il fatto che un mutuo “normale”, a dicembre, presenta tassi dello 0,30% per i mutui variabili e 0,70% per i mutui fissi, all’incirca.

Chi ha diritto al Fondo Consap

Chi può accedere al Fondo Consap? Possono accedere tutti, ma in particolare le seguenti categorie:

  • giovani coppie (almeno uno dei due componenti non deve aver superato i 35 anni di età);
  • nuclei familiari composti da un solo genitore con almeno un figlio minore;
  • under 35 anni titolari di un rapporto di lavoro atipico (contratto a tempo determinato, stagionali, part time);
  • conduttori di alloggi di case popolari.

Come fare domanda per il Fondo di Garanzia prima casa

Come fare domanda per il Fondo Consap? La domanda per il Fondo di garanzia va fatta presentando la richiesta direttamente presso l’istituto di credito, qualora aderente all’iniziativa e qualora disponibile a concedere il finanziamento. L’elenco delle banche aderenti è disponibile sul sito Abi, mentre la modulistica per la richiesta è disponibile sul sito Consap.

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